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Molte persone arrivano su questa pagina proprio per la domanda che c’è nel titolo. Da qualche parte in bocca hanno una corona messa dieci, forse vent’anni fa. Poi, una mattina, compare una sottile linea scura lungo la gengiva. La luce del bagno la fa sembrare peggio. Le foto anche. Da quel momento non si vede altro.
Quella linea quasi sempre racconta come è stata fatta la corona. È dietro tante delle richieste che riceviamo sulle corone in ceramica in Turchia. E porta alla cosa più utile da sapere: con “ceramica” si possono indicare due corone molto diverse.
Metallo-ceramica o ceramica integrale: due corone molto diverse
Il primo tipo nasconde un guscio di metallo sotto la ceramica. La ceramica viene cotta a strati su quel guscio. In Italia la si chiama corona (o capsula) in metallo-ceramica; nei documenti stranieri si trova spesso la sigla PFM. Il metallo dà la resistenza, la ceramica il colore. Esistono da decenni, e una quantità enorme delle corone che le persone hanno in bocca oggi è di questo tipo.
Il secondo tipo non ha metallo da nessuna parte. È tutto ceramica, la cosiddetta ceramica integrale o “metal free”, quindi la luce ci entra come entra in un dente invece di sbattere contro una parete di metallo. Sembra molto più naturale, soprattutto davanti.
Su un preventivo possono comparire tutte e due semplicemente come “ceramica”. Da qui la nota nella scheda qui sopra sul decidere dente per dente se con metallo o senza.
Sta confrontando dei prezzi? La prima cosa da scoprire è se c’è di mezzo il metallo. Tutto il resto viene di conseguenza: l’aspetto, quanto si lima, come invecchia la corona.
Da dove viene la linea scura
In una corona in metallo-ceramica la cappetta metallica deve finire da qualche parte, e di solito finisce proprio sul bordo, vicino alla gengiva. Quando la corona è nuova, la gengiva copre quel bordo.
Con gli anni la gengiva della maggior parte delle persone si ritira un po’. Spazzolare troppo forte accelera la cosa, e lo stesso fa la malattia parodontale. Quando se n’è andata abbastanza gengiva, il bordo del metallo fa capolino. Ecco il famoso bordo nero della capsula. A volte la linea non c’è affatto: c’è solo una gengiva che sembra leggermente grigia, perché il metallo traspare da un tessuto sottile.
Nessuna delle due cose significa che la corona abbia ceduto. Può sigillare il dente bene quanto il giorno in cui è stata messa. È un problema estetico. Su un molare in fondo magari ci si fa una scrollata di spalle. Su un dente davanti che vede ogni mattina, forse no.
L’effetto “troppo bianco, troppo pieno”
Alcune vecchie corone in metallo-ceramica non mostrano nessuna linea eppure accanto ai denti veri sembrano un po’ sbagliate. All’inizio è difficile dire perché. La risposta sta dentro.
La luce non passa attraverso il metallo. Per nasconderlo, il laboratorio stende prima uno strato di materiale opaco, e la ceramica dall’aspetto naturale va sopra quello. La luce che arriva sulla corona quindi si ferma quasi in superficie. Su un dente posteriore non lo noterebbe mai. Accanto a incisivi naturali, però, la corona può sembrare un po’ troppo bianca e troppo compatta, e le fotocamere esagerano l’effetto.
Le vecchie corone in ceramica vanno rifatte?
Spesso no. Preferiamo dirglielo chiaramente piuttosto che venderle una corona.
Mettiamo che ci sia un molare proprio in fondo, incapsulato in metallo-ceramica quindici anni fa. Calza bene, sotto è pulito, non fa male e l’ha visto solo il suo dentista. Di solito diremmo di lasciarlo stare. Togliere una vecchia corona costa quasi sempre un’altra fettina di dente, e di fettine non se ne hanno infinite.
Con i denti davanti è diverso. Quando quel bordo grigio è la prima cosa che vede allo specchio, una corona nuova senza metallo può cambiare il modo in cui vive il suo sorriso. Una carie sul margine, una corona che non calza bene o della ceramica scheggiata sono buoni motivi per rifarla, in qualunque punto della bocca si trovi il dente.
Valuti ogni corona da sola. Chieda a un dentista, da noi a Istanbul o vicino a casa, di guardarle insieme a lei. Alcune varrà la pena cambiarle. Altre stanno bene dove sono.
Rifare una corona in mezzo a tante vecchie
Ecco una cosa che pochi si aspettano. Quattro vecchie corone in metallo-ceramica davanti, una con il bordo grigio. Al suo posto si mette una corona senza metallo e all’improvviso le altre tre sembrano spente lì accanto, perché la nuova cattura la luce in un modo completamente diverso.
Non è un motivo per rifarle tutte e quattro. È però una decisione da prendere guardando il gruppo, l’intero sorriso, non un dente solo. A volte la risposta è farle insieme. A volte è aspettare che anche le altre abbiano bisogno di essere rifatte. In ogni caso, quel discorso va fatto prima di togliere qualsiasi cosa.
Quando il metallo ha ancora senso
Le corone in metallo-ceramica sono passate di moda. Questo non le rende inutili.
Un molare in fondo, che per vederlo servono una torcia e uno specchietto, è ben protetto da una corona in metallo-ceramica fatta come si deve. Sui denti molto corti, una cappetta di metallo sottile dà buona resistenza in poco spazio. Anche alcuni ponti più lunghi traggono vantaggio da una struttura metallica. E se è il budget a decidere se un dente viene curato o no, una buona corona in metallo-ceramica oggi vale più di una più raffinata che non si farà mai.
Hanno meno senso sui denti anteriori dove l’estetica conta, su chi ha già le gengive che si ritirano e su denti con ancora molta struttura sana, per il motivo che vediamo qui sotto.
Quanto dente richiede ciascun tipo
Ogni strato ha bisogno di spazio. Una corona in metallo-ceramica deve fare posto al metallo, poi allo strato opaco, poi alla ceramica. Di solito vuol dire togliere un po’ più di dente rispetto a una corona senza metallo: circa 1,5–2 mm contro gli 1–1,5 mm indicati nella pagina principale sulle corone.
Su un dente che è già quasi tutto otturazione o devitalizzato, la differenza può contare poco. Su un dente con tanta struttura sana è una perdita vera. Togliere più dente per risparmiare un po’ di soldi è raramente un buon affare su un dente che vuole tenere per decenni.
Perché la superficie può scheggiarsi
Con o senza metallo, l’esterno di una corona in ceramica è costruito a strati, e quello più esterno le dà l’aspetto naturale. È anche il suo punto debole. Una corona in ceramica non si spacca quasi mai in due; quello che succede è che si stacca una scaglia da un angolo o da una cuspide.
Le scheggiature di solito partono dove il morso è più forte. Un punto alto, colpito ogni volta che si chiude la bocca, prende una bella batosta. Per questo il giorno dell’applicazione il morso viene controllato con cura, e chi digrigna di solito viene indirizzato verso le corone in zirconio.
Le piccole scheggiature spesso si lucidano o si riempiono con un materiale da otturazione bianco. Non diventerà invisibile, ma su un dente posteriore può bastare. Una scheggiatura più grande, soprattutto se lascia vedere il metallo, di solito vuol dire una corona nuova.
Allergia ai metalli
Un piccolo numero di persone reagisce a certi metalli, il nichel più di tutti. Molte corone in metallo-ceramica usano leghe che lo contengono, anche se esistono leghe di metalli preziosi.
Se sa di avere un’allergia al nichel, o se bigiotteria e cinturini dell’orologio le hanno dato irritazioni, lo dica prima che venga fatto il piano. Le corone senza metallo tolgono il problema alla radice. È molto più facile deciderlo all’inizio che scoprirlo dopo l’applicazione.
Corone in ceramica o E.max per i denti anteriori
Per i denti anteriori accanto a denti naturali, oggi la maggior parte dei dentisti sceglie il senza metallo. Senza metallo la luce entra nella corona più o meno come entra nello smalto, e in seguito non c’è niente di scuro che possa comparire sulla gengiva.
A quel punto la scelta di solito è tra ceramica senza metallo e una corona E.max, un’altra opzione metal free con la sua pagina. La ceramica stratificata a mano, come accennano le domande frequenti qui sopra, sa ricreare molta profondità, e un bravo odontotecnico la rende splendida. La scelta giusta per ogni dente dipende dal colore che c’è sotto, da come morde e da come sono i denti ai lati.
Una bocca “mista”
Uno dei casi prima e dopo qui sopra mostra ceramica sui denti posteriori ed E.max davanti. È uno schema comune e sensato. Il materiale più economico va dove l’estetica conta meno, quello più naturale dove conta di più.
L’abilità sta nel far combaciare tutto. Corone in materiali diversi devono arrivare alla stessa tonalità, così quando sorride o ride non si vede dove finisce l’una e comincia l’altra.
Prezzo delle corone in ceramica in Turchia, e come leggere il preventivo
Nel nostro listino le corone in ceramica sono di solito le più economiche, con quelle in metallo-ceramica nella fascia più bassa. Rispetto a quanto chiede la maggior parte degli studi in Italia, anche una bocca intera di capsule in ceramica costa meno qui. Le cifre esatte, però, di solito arrivano dopo la visita (la pagina spiega perché): una corona in ceramica può essere una cosa molto diversa dalla successiva.
Scorra il preventivo dente per dente e controlli: c’è metallo, oppure no? Se c’è, quale metallo? E perché quella scelta per quel dente?
C’è una cosa di cui diffidare un po’: un piano con esattamente la stessa corona su ogni dente, da davanti a dietro. I suoi denti anteriori e posteriori lavorano in modo molto diverso. Un piano che ne tiene conto è un piano su cui qualcuno ha ragionato.
Trattamento, recupero e quanto durano le corone in ceramica
Di solito le corone in ceramica si fanno con un solo viaggio a Istanbul. C’è una fase con i provvisori di qualche giorno mentre il laboratorio le realizza, e quando calzata e colore sono approvati le corone definitive vengono cementate. Le bevande fredde possono dare fastidio per diversi giorni. Una corona che tocca per prima quando morde va regolata prima del volo. Con una cura ragionevole la durata tipica è di 10–15 anni, e molte vanno ben oltre. Le opinioni di chi le porta da qualche anno dicono più di quelle scritte il giorno dell’applicazione.
Cosa fotografare per una valutazione delle corone in ceramica
Ci scrive per delle vecchie corone? La foto che vorremmo di più è quella che non manda quasi nessuno. Si metta vicino alla luce del giorno, sollevi il labbro superiore e faccia un primo piano nitido del bordo di ogni corona sulla gengiva. Aggiunga da quanti anni ha quelle corone e ci dica se qualcuna si è scheggiata, si è mossa o ha cominciato a fare male. A un dentista dice molto di più su cosa sta succedendo, e su cosa valga la pena cambiare, di qualsiasi foto del sorriso. Per un confronto più ampio tra tutti i materiali, la nostra pagina sulle corone dentali in Turchia li mette insieme.

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