
Quasi nessuno arriva a una visita per impianti dentali su tutta la bocca senza più nemmeno un dente. Di solito il quadro è più disordinato. Un paio di molari si muovono se li si spinge. Un ponte degli anni Novanta resiste aggrappato a una sola capsula. Eppure gli incisivi di sotto, chissà perché, stanno benissimo. Prima ancora di parlare di impianti, qualcuno deve fare il giro della bocca un dente alla volta e capire cosa vale la pena tenere.
Si penserebbe che questo passaggio ci sia sempre. Non è così. Rifare tutti i denti da zero semplifica parecchio le cose a chi pianifica e, diciamocelo, è anche più facile da proporre. Solo che a tanti pazienti non serve affatto.
Come si valutano i denti rimasti
Guardiamo prima ogni dente da solo, poi come si inserisce nel resto della bocca. Le domande non sono complicate. Quanto osso resta intorno alla radice? Se il dente si muove, è una malattia gengivale che si può curare o osso ormai perso per sempre? È stato devitalizzato, e la cura canalare è fatta bene? E c’è abbastanza dente sopra la gengiva perché una corona possa fare presa?
Se supera tutte e quattro, di solito il dente resta. Se ne fallisce due o tre, salvarlo tende a essere una spesa poco sensata. Potrebbe guadagnarci qualche anno prima che vada tolto comunque, e raramente nel momento più comodo.
I casi difficili sono quelli di mezzo. Pensi a un dente con una perdita ossea moderata. Curato bene potrebbe durare dieci anni. Potrebbe anche cadere fra tre. Qui la decisione è in parte sua. C’è chi vuole tenere ogni dente naturale finché regge. C’è chi preferisce fare tutto in una volta piuttosto che tornare per la prossima estrazione. Su questo non diamo torto a nessuno. Le dobbiamo però dire con franchezza quante possibilità ha quel dente, e poi la scelta è sua.
Gli incisivi inferiori
Succede così spesso che merita una sezione a parte. I sei denti anteriori inferiori sono spesso gli ultimi rimasti. Non fanno gran parte della masticazione pesante e si trovano proprio dove si raccoglie la saliva delle ghiandole sotto la lingua, cosa che sembra proteggerli un po’ dalla carie.
Quindi, che farne? Una strada è tenerli e sistemare solo ciò che ha ceduto più indietro. L’altra è toglierli e applicare un’arcata completa su impianti. Tenerli risparmia a quella zona della mandibola un intervento, e conserva denti che sente ancora suoi. Il rovescio della medaglia è la parte posteriore, che ha comunque bisogno di qualcosa, di solito impianti per colmare gli spazi ai due lati. E se quei denti anteriori mostrano già i primi segni di parodontite, tenerli diventa meno conveniente.
Due arcate, non sempre due arcate complete
“Tutta la bocca” fa pensare che entrambe le arcate ricevano lo stesso trattamento. Spesso non è così. I denti superiori tendono a cedere per primi, soprattutto dove la piorrea o anni di protesi parziale li hanno consumati, mentre la mandibola conserva ancora una discreta serie di denti naturali.
Un’arcata completa su impianti sopra, che morde contro i suoi denti naturali sotto, è un risultato del tutto valido. Il morso va regolato con cura, perché impianti e denti naturali non si comportano allo stesso modo sotto carico, ma è una combinazione che facciamo regolarmente. A volte succede il contrario.
Le due arcate possono anche avere soluzioni diverse, per esempio un All-on-4 in una e un All-on-6 nell’altra, a seconda di quanto osso ha ciascuna. Quelle pagine spiegano quando ha senso l’una o l’altra. Da questa pagina porti a casa un concetto: “tutta la bocca” descrive il punto d’arrivo, non un menù fisso.
Non c’è abbastanza osso?
Anni di denti mancanti o di dentiera fanno ridurre l’osso, e molti pensano che questo escluda gli impianti. Di solito non è così. L’All-on-4 aggira l’osso sottile nelle zone posteriori inclinando in avanti gli impianti posteriori, verso un osso più solido. Una mascella superiore sottile si può anche ricostruire con un innesto o un rialzo del seno mascellare. E dove non resta quasi nulla, gli impianti zigomatici si ancorano all’osso dello zigomo. La sua TAC Cone Beam ci dice quale strada fa al caso suo, se ce n’è una.
Denti fissi o dentiera su attacchi?
Quasi tutto ciò che trova in questa pagina riguarda le protesi fisse: denti che restano al loro posto e si tolgono solo quando il dentista li svita. È quello che desidera la maggior parte delle persone. Esiste però una seconda opzione, e preferiamo che ne sappia qualcosa adesso piuttosto che scoprirla dopo.
Una overdenture, o protesi mobile su impianti, è una dentiera che si aggancia a due o più impianti invece di appoggiarsi libera sulle gengive. Non serve la pasta adesiva e non si solleva quando morde una mela. La sera la sgancia, la pulisce e la rimette al mattino, proprio come una dentiera normale.
Perché qualcuno dovrebbe preferirla ai denti fissi? Di solito servono meno impianti. Anche la pulizia è più semplice, perché si può tenere tutta la protesi in mano e vederne ogni superficie. E per chi ha labbra e guance infossate dopo anni di perdita ossea, la base rosa di una overdenture può riempire il viso in modo sorprendente. Dall’altra parte della bilancia: si toglie comunque, copre più bocca di un ponte fisso e gli attacchi si consumano e vanno sostituiti ogni tanto.
Dopo anni di dentiera, la maggior parte delle persone vuole denti che non si tolgono, ed è così che finiscono quasi tutti i piani per tutta la bocca. Ma se le sue mani non sono più ferme, se il budget è limitato o se c’è stata una forte perdita di osso del viso, chieda se una overdenture può fare al caso suo prima di scartarla.
Se ha già degli impianti
Ogni tanto arriva qualcuno con uno o due impianti messi anni fa, sperando di poterli usare nella nuova arcata.
A volte si può. Se il vecchio impianto è sano, ben posizionato e di una marca che produce ancora i componenti, può essere integrato nella nuova arcata. Di solito però qualcosa lo impedisce. Può trovarsi in una posizione scomoda per un’arcata completa, l’azienda può aver smesso di supportarlo o l’osso intorno può assottigliarsi. In quel caso o viene lasciato dov’è, senza funzione, o viene rimosso per fare spazio ai nuovi impianti. Se ha documenti di quel vecchio lavoro, anche solo il nome della marca, li porti. Risparmia parecchio lavoro da detective.
Impianti per tutta la bocca o riabilitazione orale completa?
Vengono confusi spesso, ed è facile capire perché. Il primo sostituisce i denti che ha perso o che non si possono tenere. La seconda conserva i suoi denti e li sistema, soprattutto con corone o faccette. Della seconda parliamo nella pagina sulla riabilitazione orale completa.
Molti piani contengono un po’ di entrambe. I denti solidi ma usurati, scheggiati o macchiati vengono restaurati; quelli mobili o compromessi sono dove entrano in gioco gli impianti. La TAC Cone Beam, insieme a un esame attento di ogni dente, mostrerà da che parte pende la sua bocca.
Impianti dentali per tutta la bocca in Turchia: prezzi
Quattro fattori determinano il prezzo degli impianti dentali per tutta la bocca in Turchia. Primo, quanti dei suoi denti si possono tenere. Secondo, quanti impianti accoglie ogni arcata. Poi eventuali innesti ossei o rialzi del seno mascellare e, infine, il ponte stesso, perché zirconia e ceramica costano più della resina ma durano meglio negli anni. Le overdenture su attacchi costano generalmente meno dei denti fissi, perché usano meno impianti.
Dopo la TAC Cone Beam riceverà un preventivo scritto, voce per voce. Deve comprendere due visite: la prima per l’intervento e i denti provvisori, la seconda, qualche mese dopo, per il ponte definitivo. Per avere un termine di paragone, in Italia una protesi fissa su impianti per una sola arcata costa spesso tra 7.500 e oltre 12.000 euro. Qualunque clinica stia confrontando, cerchi la marca degli impianti indicata per nome ed entrambi i ponti compresi nel prezzo.
Denti fissi in un giorno: intervento e recupero
Se passa direttamente da denti compromessi a ponti fissi su impianti, il giorno dell’intervento è impegnativo. Estrazioni, impianti e denti provvisori fissi avvengono spesso nella stessa seduta. Entra con i suoi denti, per quanto malmessi, e la sera ha in bocca una dentatura diversa.
È molto per un giorno solo, quindi ecco cosa aspettarsi. Il viso può sembrare un po’ diverso mentre il gonfiore va e viene e le labbra si abituano al nuovo sostegno. Per una settimana o giù di lì la sua voce potrebbe suonarle un po’ strana. E alcune persone provano un curioso senso di perdita, anche per denti che non hanno dato altro che problemi. Succede più spesso di quanto si pensi. Per quasi tutti passa nel giro di pochi giorni, più o meno quando mangiare smette di essere una fatica. Se può farsi accompagnare a Istanbul per questo viaggio, lo faccia. Avere qualcuno accanto nei primi due giorni aiuta sul piano pratico e su quello emotivo.
Cosa mantiene sana un’arcata su impianti
Un impianto non può cariarsi. Gengiva e osso intorno sono un’altra storia. Il primo segnale d’allarme è spesso un impianto con la gengiva rossa e gonfia che sanguina quando si spazzola. I dentisti la chiamano mucosite perimplantare, e di solito si risolve con una seduta di igiene professionale e una pulizia più accurata a casa. Trascurata per mesi, può trasformarsi in perimplantite. A quel punto l’osso intorno all’impianto si sta perdendo, la cura diventa molto più difficile, e parecchi fallimenti tardivi degli impianti nascono proprio da qui.
Ci contatti subito in caso di gengive che sanguinano, un sapore o un odore che non se ne va, una zona di gengiva gonfia o un ponte che all’improvviso sembra diverso. Non rimandi nessuna di queste cose al prossimo controllo.
Se fuma, o ha avuto problemi gengivali in passato, le probabilità sono meno favorevoli e la routine quotidiana conta di più. La zona che richiede più attenzione è sotto il ponte, dove non si vede. Il Superfloss è il punto di partenza abituale: ha un’estremità rigida da far passare sotto il ponte, poi si tira la parte morbida lungo la gengiva. Scovolini interdentali molto piccoli arrivano tra un impianto e l’altro, e un idropulsore elimina ciò che resta. Le prime una o due settimane sembra complicato. Poi quasi tutti smettono di accorgersi di farlo.
Impianti per tutta la bocca: opinioni e risultati prima e dopo
Le foto prima e dopo degli impianti dentali per tutta la bocca possono colpire, ma le guardi con attenzione. C’è il ponte definitivo o quello provvisorio? I denti sono proporzionati al viso e alle labbra, e non solo bianchissimi? Le opinioni dei pazienti a uno o due anni dal trattamento dicono molto di più sugli impianti dentali per tutta la bocca in Turchia di quelle scritte nella prima settimana.
Quanto durano gli impianti dentali per tutta la bocca?
Un’arcata completa su impianti è fatta per durare a lungo, e la garanzia descritta sopra lo riflette. Quanto durerà davvero la sua dipende tanto dagli anni a casa quanto dal giorno dell’intervento.
Si presenti ai controlli e, quando il suo dentista propone di svitare il ponte per una pulizia approfondita, lo lasci fare. Porti il bite notturno se gliel’hanno dato. Se qualcosa cambia, lo dica a qualcuno invece di aspettare che si sistemi da solo. E se fuma, questo è il miglior motivo che avrà mai per smettere.
Prendersi cura di un’arcata completa diventa presto un’abitudine come lavarsi i denti. Chi la fa durare più anni è semplicemente chi non smette di farlo.

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